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Il 23 ottobre 2014 sul quotidiano "IL TRENTINO" è stato pubblicato un articolo riguardante Dante Sartori. Ecco alcuni passaggi.
"Esattamente sessant'anni fa, il 23 ottobre 1954, si chiudeva il sipario sulla vita del "padre" del nostro teatro popolare moderno. Ma chi era Dante Sartori? Nato a Civezzano l'11 ottobre 1896 nella famiglia agiata del notaio Narciso Sartori e di sua moglie Maria Graf, trascorre un'infanzia serena allevato nei valori della cultura illuministica e liberale."
"In quella prima metà degli Anni Venti, Dante si dedica anche al giornalismo, come critico teatrale sulle pagine del quotidiano di ispirazione liberale "La Libertà". L'anno seguente si laurea a Padova, pochi mesi dopo la scomparsa di sua madre, alla quale è legatissimo da un affetto profondo e saldo."
"A Trento c'è un teatro, annesso ai locali della Birreria Pedavena, dove si esibisce la Sezione filodrammatica del Club Armonia, storica associazione culturale irredentista, fondata nel 1904."
"Dante Sartori, anche per il suo lavoro di critico teatrale, è un assiduo frequentatore del teatro del Club Armonia, dove stringe amicizie profonde e dove viene spinto infine a cimentarsi nella scrittura di un testo teatrale in dialetto trentino. Nascono così le "Vècie Storie", ritratto bonario e brillante di una società piccolo borghese alle prese con il cambiamento sociale e culturale imposto dalla guerra, dove i personaggi sono quelli del quotidiano e le ambientazioni narrano della vita cittadina e del suo sviluppo con un piede verso il domani e l'altro, ben saldo, nelle tradizioni. La sera del 20 febbraio 1927 si apre il sipario del Club Armonia, per il quale la commedia è stata scritta."
"Anche la critica più colta ne è colpita, come testimoniano le recensioni del prof. Emert e del prof. Piovan, che così scrive: "Il teatro dialettale trentino nacque con le "Vècie Storie" del mio caro Dante Sartori."
"Nascono allora dalla sua penna, "Anima trentina", intrisa di amor patrio e di irredentismo e poi "L'istadèla de San Martin" e "Quattro ciacere col diaol". Nel 1930 scrive "Corni e cross", un delicato e romantico atto unico."
"...nel '33 vede la luce la sua sesta commedia: "El vitalizi". Poi ancora una pausa fino al 1936, quando scrive "Mèze velade" e, due anni dopo, "Proprio prodotto" per i degenti del Sanatorio di Mesiano."
"La parabola umana ed artistica di Dante Sartori però di avvia al termine, fino a compiersi, improvvisamente, nella serata del 23 ottobre 1954."
"E adesso che il ricordo dell'uomo e dell'artista potrebbe farsi più lieve, c'è però ancora quella "not da gati rossi, quel'aria molesina e quel ziel tompestà de stele", quasi a richiamarci il volto buono ed arguto di Dante Sartori, al quale questa terra deve, con affetto, una parte importante del racconto di sé."