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Di seguito viene riportato l'articolo pubblicato, il 3 giugno 2015, sul quotidiano "L'Adige" da Antonia Dalpiaz in occasione dello spettacolo "Il vento del mondo"
 
"Non c'è nulla che sia più Russia di un vento russo. Ed io ... questo sono. Sono il Buran, il vento che nasce in Russia e sempre si spinge fino a voi, fino alle assolate contrade di Dante, dal tempo dei tempi". Così Renzo Fracalossi del Club Armonia ha dato voce al vento, "spirito guida" del suo racconto proposto al numeroso pubblico presente nella bella sala della sede Sosat in via Malpaga.
Era il secondo appuntamento di un progetto culturale denominato "Il vento nel mondo", un concerto/recital partito il 13 maggio con "Mi Buenos Aires Querido" con la chitarra classica di Carlo Fierens e la letteratura sudamericana proposta da Francesca Cereghini e Fabrizio da Trieste.
Scopo dell'iniziativa "attivare il dialogo con le culture che vivono in Trentino e la cui conoscenza diventa sempre più indispensabile dentro la globalizzazione, per non cadere nel rischio incombente delle xenofobie, dei nuovi razzismi e del rifiuto di ogni alterità".
Mercoledì 27 maggio, spazio alla terra russa con Il vento nella steppa, un viaggio nella terra degli zar, dalle origini della città di Kiev fino all'era moderna, esplorando l'Ottocento attraverso il potente linguaggio della musica e del bel canto, con intermezzi legati alla storia di questo immenso impero, narrati in forma teatralizzata (con inserti poetici tratti da Zukovskj e Puskin) dallo stesso Fracalossi.
Attraverso la musica di alcuni grandi compositori russi, come Vasil'evic Rachmaninov, Piotr Ilìc Caikovskij, MichailIvanovic Glinka e Modest Petrovic Mussorgskij, il giovane e bravo baritono Vadim Tarakanov, nato a Rostov sul Don, accompagnato al pianoforte con la ormai nota competenza, da Federico Scarfì, ha "raccontato" con il suo canto le emozioni legate ad una terra che ha convissuto con l'enorme ricchezza e l'estrema povertà, fertile di indimenticabili espressionio artistiche tradotte in opere teatrali, romanzi, poesie, musica e danza.
Cinque momenti in cui narrazione e canto si sono alternati, raccontando "L'amore ed i bambini", "La festa", "La sofferenza e la solitudine", "L'alcol" ed "Il Fato": la tradizione popolare si è plasmata in note e parole soffuse di una malinconia che ha tuttavia lasciato spazio anche alla gioiosità con "La canzone del viaggio" di Glinka, particolarmente applaudita e riproposta nel finale.
Il consenso dimostratoo dal pubblico ha rappresentato per il Club Armonia la spinta per concretizzare nel prossimo futuro nuove iniziative legate a questo interessante progetto culturale.